mercoledì 20 maggio 2015

Arrendersi al momento presente: accettare la realtà è il primo passo per trasformarla. La mia esperienza.

07:21 Posted by Unknown No comments
Cinque anni fa, quando il mio primo progetto su internet finalmente decollò, l'unica cosa che desideravo era acquistare un biglietto per l'estero e partire. E così feci. Avevo trascorso gli ultimi due anni della mia vita incollato giorno e notte su un PC, non ne potevo davvero più. Non mi piaceva la mia vita e non vedevo l'ora di lasciarmela alle spalle per ricominciare da zero.

Arrivai in Thailandia e ci rimasi per 3 anni. Fu amore a prima vista. Adoravo l'atmosfera rilassata, mi piaceva immergermi e perdermi in quel mondo così lontano. Era lì che desideravo trascorrere il resto della mia vita: in un posto caldo, senza memoria.

Nai Harn Beach - Phuket - Thailand


 Nel Sud est asiatico conobbi la meditazione, fu una vera rivelazione. Ebbi sin da subito la sensazione di essere tornato a casa ed era molto strano visto che mi trovato dall'altra parte dell globo. Non fu un incontro fortuito. Durante la bassa stagione, quando la pioggia incessante ti costringe a casa, lontano dai tuo affetti, dai tuoi interessi, hai tanto tempo per annoiarti. Ma non puoi fare altro, sei costretto a restare ed è proprio quando accetti, che smetti di opporre resistenza a ciò che è, che la vita riprende a scorrere naturalmente. Riemersero interessi dimenticati, domande in attesa di risposte cominciarono a riaffiorare nella mia mente, la meditazione fu una risposta, ma non l'unica.

Circostanze impreviste mi hanno costretto a rientrare in Italia negli ultimi due anni. L'idea di tornare ad Alassio, fare i conti con una vita che mi ero gettato alle spalle e di cui non sentivo assolutamente nostalgia, non mi piaceva affatto. Lo scorso anno, quando finalmente sono ripartito, mentre viaggiavo in aereo verso in Sud est asiatico pregavo, in cuor mio, di non dover più tornare. E puntualmente sono tornato.

E così ho capito, non solo a livello intellettuale, che l'unica cosa da fare per trasformare la realtà è prima di tutto arrendersi, smetterla di opporre resistenza: "qualunque cosa tu debba fare, prima accetta e poi agisci" Eckhart Tolle aveva ancora una volta ragione.

Alassio - Savona - Italia


Ho messo in pratica questo prezioso insegnamento, e forse leggermente in ritardo rispetto alle aspettative del fato, ho lasciato cadere ogni tipo di resistenza. E così ho scoperto una cittadina (Alassio è davvero piccola), molto diversa da come l'avevo lasciata e da come io stesso continuavo ad immaginarla. Pedalavo e prestavo attenzione a tutto, ma senza permettere alla mente di interferire col giudizio, semplicemente osservavo. Alla fine del mio breve ma intenso viaggio mi sono fermato in un luogo che non avevo mai visitato e per la prima volta mi sono sentito in pace, finalmente a casa.


martedì 19 maggio 2015

La via del non giudizio: come smettere di criticare gli altri (e noi stessi)

05:17 Posted by Unknown No comments
Il giudizio è una delle attività preferite della mente. Si diverte come una matta a catalogare tutto, creare infinite liste di buoni e cattivi, cose che le piacciono e cose che non le piacciono. Se non osservata, la mente potrebbe andare avanti all'infinito, anche perché giudicando, criticando ferocemente, rafforza il suo senso di sé e la sua presunta superiorità. Una bella iniezione di autostima, che però produce effetti collaterali molto spiacevoli.

Prima di tutto perché nella misura in cui giudichiamo il prossimo, giudichiamo noi stessi. E' una dinamica che è stata spiegata perfettamente nel vangelo secondo Luca: "Non giudicate e non sarete giudicati....perché nella misura in cui misurerete sarete misurati". Riuscire a limitare questa meccanica attività della mente, assicura anche grandi benefici personali. Dopo un po' di pratica, quella vocina interna che ci giudica costantemente, ci critica e non ci lascia liberi di esprimere il nostro potenziale si affievolisce. Non scompare del tutto, ma subisce una netta ridimensionata.

Il giudizio è anche la fine della comprensione. E' paradossale, la mente ha una gran fretta di affibbiare un'etichetta ad una situazione, un luogo o una persona, per poterla inquadrare, e non capisce che nel momento in cui credi di aver capito  smetti di comprendere. Avete presente quelle persone che sanno sempre tutto e pontificano su qualsiasi cosa? Ecco, molto spesso siamo noi quelle persone.

Peccato che, in realtà, non sappiamo un bel niente. Critichiamo quella persona per il suo atteggiamento, per il suo carattere, ma non sappiamo nulla di lei. E soprattutto non sappiamo nulla della sua Anima, che ha scelto proprio quell'involucro per reincarnarsi e per compiere un percorso di evoluzione che non conosciamo e non abbiamo alcun diritto di criticare. Tutte le volte che parte in meccanismo del giudizio pensate a questo: ma chi sono io per giudicare il percorso che l'anima di questo individuo ha scelto?

Non bisogna però cadere nel tranello della mente ed ora che sappiamo molte delle ragioni per le quali sarebbe bene astenerci dal giudizio, evitiamo di giudicare noi stessi e il nostro giudizio. Come dicevo all'inizio dell'articolo, si tratta di una delle pratiche preferite dalla mente, non dobbiamo farcene una colpa se ne siamo così succubi.

Possiamo cominciare ad osservare il giudizio e invece che combatterlo e farcelo amico. Tutte le volte che ci sorprendiamo impegnati a giudicare cerchiamo di essere presenti, sfruttiamolo come campanello, come sveglia, per la nostra consapevolezza. Con le emozioni negative è più semplice svegliarsi, spesso quando siamo impegnati a fantasticare non ci accorgiamo di essere completamente addormentati. La trasformazione del piombo in oro, passa proprio da qui: dalla via del non giudizio.